Un tappeto rosso lungo 250 metri in polipropilene, realizzato direttamente in situ, si estende su un bosco innevato. Circondata da un paesaggio naturale, un viale di tigli, la tela sembra quasi infinita. “Qui, la prospettiva diventa il mezzo d’espressione dell’artista”, scrive il critico russo Mikhail Sidlin a proposito dell’opera.

La nuova installazione di Orekhov può essere paragonata alle opere di Eric Bulatov, tuttavia non è stata realizzata su un piano pittorico, ma nel parco Kazimir Malevich, che conferisce all’opera un significato aggiuntivo: il passaggio dell’artista all’astrazione geometrica, pur mantenendo intatta la realtà iniziale.

Storicamente, il tappeto rosso ha avuto un significato cerimoniale: il percorso dei vincitori. Fin dai tempi di Agamennone, il tappeto rosso è stato predisposto per accogliere condottieri e sovrani, attribuendo loro una scintilla divina. In epoca sovietica, il colore sacro – il rosso – segnava il percorso dei capi di stato nelle occasioni cerimoniali e ufficiali.

Oggi, a Los Angeles in occasione della cerimonia degli Oscar o al Festival di Cannes, il tappeto rosso è stato esteso a celebrità e divinità olimpiche. Camminando lungo la tela rossa di Orekhov, il visitatore si ritrova ad assumere il ruolo di un sovrano ma risulta estremamente affascinato dal paesaggio circostante.

Orekhov sottolinea che il desiderio di fama, ricchezza e potere è insignificante quando si tratta della grandezza dell’universo e della natura. Tuttavia, “Nowhere” non può essere limitato a un’interpretazione. L’artista pone al pubblico la seguente domanda: dov’è la linea rossa, la linea proibita che non deve essere superata in nessun caso? Ogni giorno assistiamo a sempre più violazioni dei confini, e questi ultimi sembrano essere sempre più mobili.

L’opportunità di interagire con il lavoro di Orekhov, di attraversare letteralmente la linea rossa, permette di guardare al problema da una nuova prospettiva e di ridisegnare da soli il confine di ciò che è accettabile.

Dettagli progetto

Progettazione: Gregory Orekhov
Luogo: Parco Malevich, Oblast’ di Mosca, Russia
Typologia: Land Art
Realizzazione: 2022
Crediti fotografici: © Nikita Subbotin, Konstantin Antipin, Sergei Poletaev

Gregory Orekhov

Gregory Orekhov

Gregory Orekhov è nato a Mosca nella famiglia di un eccezionale scultore e accademico russo, Yuri Orekhov. Fin dalla tenera età, Orekhov ha studiato nella bottega del padre, padroneggiando varie tecniche e materiali. In seguito ha proseguito gli studi presso l’Accademia Russa di Pittura, Scultura e Architettura Ilya Glazunov. All’età di 25 anni, dopo la prematura morte di suo padre, Orekhov iniziò a dedicarsi al lavoro amministrativo presso l’Accademia delle arti russa, dirigendo la Fondazione “Sculptor”, creata dal suo defunto padre. Nel 2004, Orekhov ha fondato il museo “The Creative Heritage of Academician Yuri Orekhov”, dove ha esposto una collezione di opere, strumenti e fotografie dell’artista dagli archivi. Nel 2012 Orekhov è tornato a tempo pieno alla creazione artistica e ha iniziato a lavorare nella direzione del post-minimalismo. È fedele al suo linguaggio: pura forma + un’immagine metaforica. Una delle sue opere centrali intitolata “Agatha” è dedicata a sua figlia, la cui nascita è servita da impulso per la creazione di quest’opera e del suo percorso artistico e di vita in generale.